12 Giu 2017
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Con un aumento delle vendite del 58% in più rispetto all’anno scorso, il Chianti Classico registra la crescita più alta di sempre

Un maggio da incorniciare per il Chianti Classico. Nel mese passato, infatti, i vini del Gallo Nero hanno fatto registrare una crescita delle vendite del 58% in più rispetto allo stesso mese del 2016. Un dato storico che, secondo quanto affermato da una nota, sarebbe il più alto di sempre, andando così a suggellare il buon momento del Chianti Classico. Negli ultimi 7 anni successivi alla grande crisi del biennio 2008-2009, la denominazione ha conosciuto un andamento sempre positivo delle vendite e una crescita complessiva di più del 50%, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 20 anni, con più di 39 milioni di bottiglie collocate solo nell’ultimo anno in oltre 100 mercati di tutto il mondo.

“In campo enologico – ha sottolineato Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico – i risultati delle strategie vincenti si misurano sempre sul lungo periodo e nel nostro caso vengono dalla scelta di puntare sulla crescita qualitativa dei prodotti a discapito della quantità. Un obiettivo reso possibile dall’impegno e dalla passione dei produttori. Non è un caso che per il Chianti Classico il Disciplinare di Produzione preveda la resa ad ettaro più bassa tra tutti i vini rossi italiani, solo 75 quintali per ettaro, livello che, per inciso, nelle ultime 10 vendemmie non è mai stato raggiunto. Inoltre dobbiamo anche riconoscere che negli ultimi 2-3 anni una spinta decisiva l’ha fornita la nascita della Gran Selezione posta al vertice della piramide qualitativa e che ha contribuito non poco a riaccendere i riflettori degli operatori internazionali sulla nostra denominazione”.

Il successo del Chianti Classico, ricorda la nota, è stato premiato dai mercati storici. A partire dal Nord America (Usa e Canada), che oggi assorbe circa il 40% delle vendite totali contro il 22% dell’Italia, sebbene negli ultimi anni il nostro Paese abbia mostrato importanti segni di ripresa.

FONTE: vignaecantina.it